Elvio Damoli – Direttore di Caritas Italiana 1996-2001
Di lui apprezzavo soprattutto la sua profonda umanità, la serietà della preparazione, la capacità e l’interesse dell’ascolto e il saper cogliere il cuore dei problemi con l’arte della sintesi.
Da quando lo conobbi per me fu sempre punto di riferimento e maestro. Ma non solo per me, più volte, infatti, come direttore della Caritas diocesana e delegato regionale nel periodo del terremoto, di fronte ai vari problemi sui quali mi confrontavo con l’arcivescovo card. Ursi, soprattutto in alcune situazioni delicate, egli mi chiedeva: «Mons. Nervo che cosa ne pensa?» per concludere poi: «E allora si faccia così come dice lui».
Ero direttore principiante della Caritas di Napoli da pochi mesi e delegato regionale quando il terremoto della domenica sera del 23 novembre 1980 colpì tragicamente una vasta zona della Campania e Basilicata, con 2.734 morti. In quell’occasione mi fece impressione innanzitutto l’immediatezza dell’intervento di mons. Nervo. Era notte inoltrata quando, al ritorno a Roma da un viaggio all’estero, la sorella lo informò sul terremoto dell’Irpinia; lui alle ore 8,00 di lunedì 24 era già alla Caritas di Napoli. Dedicammo tutta la giornata a un giro di ricognizione e di incontri con i vescovi delle diocesi colpite; ma quella sua presenza puntuale si rivelò provvidenziale. Tutti noi mezzo inebetiti per il tragico evento, lui esperto, dinamico e maestro, con le proposte già nel cassetto.


