Roberto Rambaldi – Dipendente di Caritas Italiana dal 1980 al 1983 nell’Ufficio progetti, dal 1997 al 2004 come vicedirettore
Competente ma umile, appassionato ma rispettoso del pensiero altrui, uomo di frontiera, ma con un raro spirito di servizio alla Chiesa, o meglio ai poveri attraverso la Chiesa.
È il profilo di un uomo che tante volte ho avuto la fortuna di accompagnare con diversi ruoli e i diversi continenti; in sostanza di aver avuto come maestro e testimone. Proveniente dalla stessa diocesi del vescovo di Udine, si è subito posto in atteggiamento di fattivo servizio. È stato prima il coraggioso promotore e poi il regista di scelte allora innovative come quelle dei gemellaggi, dei Centri della comunità, di un rapporto con l’ente pubblico di sana sussidiarietà, non deresponsabilizzante, della promozione di un volontariato qualificato e continuativo; ha saputo coinvolgere congregazioni, associazioni, ha promosso il servizio civile degli obiettori di coscienza.
Il riconoscimento della laurea honoris causa che gli è stato tributato per il lavoro svolto in occasione del terremoto in Friuli è stato il degno coronamento di un servizio impareggiabile. Ma è anche nei piccoli episodi quotidiani che emerge la sua grandezza. Per esempio, i lunghi trasferimenti in auto per le riunioni quando, magari reduce da ventiquattr’ore di lavoro ininterrotto, chiedeva a me, giovane volontario alla guida, il permesso di dormire un poco. Oppure lo stile sempre sobrio ed essenziale, mai niente di eccessivo, di ridondante.
La sua competenza in tutti i compiti del sociale, la capacità di «leggere» le situazioni nel loro evolversi socioculturale. La sua capacità di comunicare, di stimolare, di coinvolgere, di dire le cose chiare, senza giri di parole. Anche il suo coraggio in situazioni difficili, come in piena emergenza in Africa, quando si trattava di far valere i diritti degli sfollati. Il suo amore e il suo rispetto per tutte le componenti ecclesiastiche, ma anche la sua capacità di richiamare a tutti i livelli le coerenze cui la Chiesa è tenuta.
Non sempre è possibile ripercorrere le strade dei maestri, ma sempre è possibile fare tesoro dei loro insegnamenti e del loro esempio, per riscoprire forme nuove per far lievitare il loro insegnamento, adatte al contesto in cui ciascuno di noi è chiamato a prestare servizio, senza limiti di tempo, né di spazio.
Per come l’ho conosciuto, credo che questo possa essere il regalo più gradito agli occhi di mons. Nervo.


