La SANCTORUM MATER, l’Istruzione per lo svolgimento delle inchieste diocesane o eparchiali nelle cause dei santi (2007) della Congregazione delle Cause dei Santi, prevede precisi passaggi relativi alla presentazione del libello:
Art. 25 – § 1. Nelle cause recenti il postulatore presenta al Vescovo diocesano o eparchiale il libello di domanda (supplex libellus), ossia la richiesta scritta, con la quale chiede l’inizio della causa (37).
§ 2. Il libello potrà essere presentato al Vescovo non prima di cinque anni dalla morte del Servo di Dio (38).
§ 3. Prima di accogliere il libello, il Vescovo dovrà verificare se, tra il popolo di Dio, si sia sviluppata in questo periodo un’autentica fama di santità o di martirio e di segni.
Art. 26 – § 1. Qualora si presenti il libello di domanda dopo che sono trascorsi più di trent’ anni dalla morte del Servo di Dio, il postulatore dovrà precisare le motivazioni che hanno causato tale ritardo.
§ 2. Il Vescovo accerterà e valuterà se non ci sia stata da parte dell’attore alcuna frode o inganno nel procrastinare la presentazione del libello (39).
Art. 27 – § 1. Il Vescovo attesterà l’assenza di frode o dolo con una dichiarazione scritta nella quale chiarisca le particolari ragioni del ritardo.
§ 2. La dichiarazione dovrà essere inserita tra gli atti dell’Inchiesta (40).
tratto da: www.causesanti.va/it
Nella mattinata del 12 dicembre 2024 si è compiuto il primo passo in vista dell’apertura della fase diocesana della causa di beatificazione di mons. Nervo. Il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, ha ricevuto il cosiddetto supplice libello col quale si chiede l’avvio dell’inchiesta diocesana sulle “virtù eroiche” del sacerdote Giovanni Nervo.
All’incontro erano presenti, oltre al vescovo Claudio, don Tiziano Vanzetto, responsabile dell’Ufficio diocesano per le Cause dei Santi, accompagnato dal suo collaboratore don Antonio Oriente, don Francesco Armenti, postulatore della causa, accompagnato dai vice-postulatori don Antonio Cecconi, Tiziano Vecchiato e Diego Cipriani.



