Il 21 marzo a Padova.
La prima tappa del pellegrinaggio padovano si è svolta presso la chiesa di Santa Sofia, dove don Giovanni è stato parroco dal 1965 al 1969. Dopo i saluti di benvenuto, è stata proposta la lettura del capitolo del libro “Gemme di carità e giustizia” in cui don Giovanni racconta la sua esperienza di parroco del post-Concilio. A seguire, una riflessione sulla spiritualità del sacerdozio alla luce del decreto conciliare Presbyterorum Ordinis e poi la testimonianza di Michela Bellò, della parrocchia di Solagna, sull’esperienza della Mensa di Solidarietà dedicata a mons. Nervo.
La Santa Messa, animata dal coro parrocchiale, è stata presieduta da mons. Antonio Cecconi, vice-postulatore della causa di beatificazione di mons. Nervo, e concelebrata da mons. Tiziano Vanzetto, responsabile dell’Ufficio diocesano delle cause dei santi, da don Dario Marchioretto, parroco di Solagna, e da don Giorgio Bezze, responsabile dell’Ufficio diocesano Scuola e Università.
La seconda tappa ha visto la sosta presso la Chiesa di Santa Lucia, in centro città. Nella chiesa si tiene l’adorazione perpetua e don Giovanni, che abitava proprio di fronte, si recava quotidianamente a confessare.
La terza tappa è stata l’Istituto Barbarigo, dove mons. Nervo svolse il suo primo servizio pastorale come vice-rettore dal 1941 al 1945, dunque durante la guerra e partecipando alla Resistenza, come ricorda la targa apposta dal Comune nell’atrio del collegio.
L’edificio del Barbarigo ospita la sede padovana della Fondazione Zancan (quarta tappa) che don Giovanni creò nel 1964 e di cui fu a lungo presidente.
L’ultima tappa non poteva non essere il Cimitero maggiore, dove c’è la tomba di don Giovanni, accanto a quella del suo confratello e amico don Giuseppe Pasini, entrambi morti il 21 marzo, a distanza di due anni l’uno dall’altro.











