Intervento di don Marco Pagniello, Direttore di Caritas Italiana, alla sessione di apertura della Causa di Beatificazione e canonizzazione di Giovanni Nervo, presbitero.
Padova, 13 dicembre 2025
Mons. Giovanni Nervo è stato una figura luminosa e determinante per la Chiesa italiana, un “cristiano autentico, un prete vero, un testimone della giustizia e della carità verso Dio e verso il prossimo”, come si legge nell’editto a firma del vescovo di Padova, mons. Cipolla. Fondatore e primo presidente di Caritas Italiana, la sua vita si è svolta sotto il segno di una carità vissuta con radicale fedeltà evangelica e visione lungimirante. Alla soglia del 55° anniversario dalla nascita di Caritas Italiana e mentre si apre ufficialmente la sua causa di beatificazione, rileggiamo il significato ecclesiale e profetico della sua testimonianza.
Dal Concilio Vaticano II alla nascita di Caritas Italiana
Don Giovanni Nervo è stato uomo del Concilio: “La Caritas nasce dal Concilio, come strumento di rinnovamento nella vita della Chiesa” – affermava – evidenziando che l’ispirazione della Caritas Italiana venne direttamente dall’esperienza conciliare. Fu Papa Paolo VI, nel 1971, a volere un nuovo organismo pastorale che superasse la vecchia logica assistenziale della Pontificia Opera di Assistenza (POA) e promuovesse invece una carità dal volto rinnovato.
Nervo, scelto per questo compito, comprese subito che occorreva un cambiamento radicale di mentalità: la Chiesa italiana doveva passare “dal costume di ricevere al costume di dare”. Raccontava un episodio emblematico: “Ricordo che andai da un vescovo… Mi chiese: ‘Che cosa ci date?’. ‘Niente, eccellenza’ gli risposi. ‘E allora perché ci siete?’”.
Questa domanda paradossale mostrava quanto fosse necessario invertire la rotta ed educare tutta la comunità ecclesiale alla condivisione.
La visione pedagogica della carità secondo Nervo
Allo storico primo convegno nazionale del 1972, Paolo VI indicò chiaramente “la prevalente funzione pedagogica della Caritas, che non esclude le opere caritative, ma attraverso di esse deve educare alla carità”. Nervo fece di questa dimensione la guida costante del suo operato. Egli si preoccupò di sviluppare innumerevoli iniziative di formazione, incontri nelle diocesi e nelle parrocchie, pubblicazioni e studi, per costruire una nuova cultura della carità cristiana, fatta di condivisione e non solo di elemosina, di promozione umana e non di sola assistenza. La Caritas, nelle intenzioni del suo fondatore, doveva aiutare la comunità ecclesiale a crescere nella carità. Ogni servizio aveva senso solo se orientato ad educare le coscienze e coinvolgere tutto il Popolo di Dio.


